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  Ogni mese Vademecum vi proporrà un gioco a partire dai generi più classici dell'enigmistica. Non sarà, però, un concorso, di modo che lo stimolo che dovrebbe spingervi a partecipare non è certo il guadagno economico o materiale (niente viaggi, niente assegni) ma la gloria di vedere le vostre scoperte in testa all'elenco degli ingegnosi, che affiancheremo alla proposta del mese successivo. Pensate che certe volte una Gloria vale più di un milione...


Pau Vidal

Tamaro mundi: muta di norma

Per inaugurare questa sezione, vi proponiamo uno dei giochi di parole più antichi e praticati della storia, visto che risale ai tempi delle guerre puniche: l'anagramma. Questo gioco consiste nel confezionare una o più parole nuove mediante la trasposizione delle lettere di una altra o altre già date. Dal più semplice di un termine solo (mentire, significativo anagramma giustamente di termine) al più complesso di un'intera frase, la tradizione ci riporta numerosissimi esempi di anagrammi fatti partendo dal nome di un personaggio famoso; questa modalità ha il valore aggiunto che ci consente di dare alla vittima del malfattore oppure del signore elegantemente riparati dietro le esigenze di un gioco millenario: è il caso dell'avida dollars con il quale André Breton descrisse l'ansia lucrativa di Salvador Dalí o della tragica onnipresenza nel ciclismo degli ultimi tempi di Indurain, che representò una serie di anni duri per Bugno e Chiapucci.

Chiarito il meccanismo, la proposta di Vademecum è semplice e di attualità: bisogna trovare degli anagrammi riportando la figura della scrittrice più polemica delle lettere italiane degli anni novanta: Susanna Tamaro (una smorta sana). Le possibilità sono quante ne volete: si può partire sia dal nome di lei che dai titoli dei suoi racconti e romanzi, da soli oppure combinati: Anima mundi, Va' dove ti porta il cuore, La testa fra le nuvole, Cuore de ciccia...

È una sfida. Nel Tamaro mundi, chi non muta di norma resta fedele.


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